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P.A.: PD, DEBUTTA CONSULTA CON FRANCESCHINI E LANZILLOTTA

(ANSA) – ROMA, 24 MAR – Si e’ tenuta oggi, presso la sede del
Nazareno, la prima riunione della Consulta sulla Pubblica
amministrazione del Partito democratico, della quale sono stati
chiamati a fare parte le associazioni di consumatori, i
sindacati confederali e della P.A., amministratori regionali e
locali, esperti, i coordinatori del Forum della P.A. del Partito
democratico e i responsabili regionali del Pd. Obiettivo della
Consulta, nelle parole della presidente Linza Lanzillotta, e’
quello di ”dare vita ad una sede di ascolto di coloro che
operano nella P.A. e dei cittadini utenti dei servizi pubblici,
per identificare insieme le linee di azione per una
riqualificazione delle Pubbliche amministrazioni”.
”Cio’ che il Pd intende promuovere – ha proseguito
Lanzillotta – anche attraverso la Consulta, e’ una nuova etica
pubblica che valorizzi la funzione sociale di chi opera in
servizi essenziali per la qualita’ della vita dei cittadini e
per la crescita economica”.
Lanzillotta nel suo intervento ha poi criticato
l’impostazione del ministro Brunetta, che ”attacca i fannulloni
in maniera propagandistica, senza dare risposte vere su temi
come la class action, la valutazione dell’efficienza e gli
interventi sulla produttivita”’.
Alla riunione di esordio della Consulta sulla Pubblica
amministrazione e’ intervenuto il segretario nazionale del Pd,
Dario Franceschini, che ha sottolineato come ”l’attacco
generalizzato ai pubblici dipendenti, tutti etichettati come
fannulloni, sia profondamente ingiusto e serva a coprire la
sostanziale inerzia del governo sulle questioni della
produttivita’ delle amministrazioni pubbliche”.
”Il Pd promuovera’ un evento pubblico – ha detto ancora
Franceschini – per far emergere all’attenzione dei cittadini le
buone e le cattive pratiche presenti nelle amministrazioni
pubbliche e illustrare al Paese le proposte del Pd”. (ANSA).

COM-PH
24-MAR-09 14:15 NNNN

Tutti i documenti prodotti dal Forum Innovazione presentati alla COnferenza Programmatica del PD che si è tenuta il 7 e 8 novembre 2008 a Perugia.

Intervento di Nicola Mariuccini alla conferenza programmatica

Innovazione e Soft Economy

Innovazione tecnologica e P.A.

Automazione e meccatronica

A causa di sopraggiunti e improrogabili impegni parlamentari l’On. Ermete Realacci ha comunicato che non potrà essere presente all’iniziativa “Innovazione e soft economy per il futuro dell’Umbria” programmata per lunedì 10 novembre 2008 a Corciano.
L’On Relacci si è messo a disposizione per individuare una nuova data per riprogrammare l’iniziativa.
Ci scusiamo per il disguido

In vista della conferenza programmatica Regionale  abbiamo pensato di invitare Paolo Baiardini incaricato per il programma dell’esecutivo regionale del PD.

L’incontro si terrà Mercoledì 29 ottobre 2008 alle ore 20.30 presso la sede provinciale del PD di Piazza della Repubblica.

I temi non mancano anche perché è un po’ che non ci vediamo, tuttavia come annunciato nel post precedente abbiamo messo in cantiere iniziative importanti con Ermete Realacci a Corciano sui temi della soft economy (10 novembre) e con Andrea Ranieri (responsabile area sapere del PD).

Il 10 novembre ore 11.30 a Corciano insieme a Realacci hanno assicurato la loro presenza la Presidente Lorenzetti, Maria Pia Bruscolotti e Valentino Valentini.

Si tratta di una conferenza stampa a cui sono invitate le imprese e le associazioni del territorio che si occupano o intendono investire nei settori della soft economy.

Il 17 novembre ore 18 a Perugia insieme a Andrea Ranieri saranno presenti Claudio Carnieri (Presidente AUR), Ciro Becchetti (Direttore Regionale Sviluppo Economico) e altre personalità del mondo economico umbro che stiamo contattando. Sarà l’occasione per fare il punto sul rapporto AUR, Dentro l’Umbria.

Ho provato a fare una sintesi politica dell’incontro di presentazione del rapporto, chi fosse interessato lo può trovare sul mio blog.

Il rapporto AUR 2008 dal titolo Dentro l’Umbria fra i vari argomenti affronta anche il tema dell’innovazione e ci indica che la strada da percorrere in Umbria su questi temi è in salita.

Cliccando qui è possibile consultare il rapporto nelle sue diverse parti compresa quella relativa all’innovazione del sistema produttivo di Mauro Casavecchia.

Per la conferenza programmatica Regionale stiamo, come Forum, predisponendo l’attivazione di diverse iniziative nel territorio della Regione:

- a Corciano 10 novembre 2008 con Ermete Realacci sui temi della Soft Economy

- a Città di Castello con Giorgio Tonini sui temi della Automazione e Meccatronica

- abbiamo anche contattato Andrea Ranieri responsabile nazionale Sapere del Pd proprio per parlare più diffusamente insieme a Claudio Carnieri e ai ricercatori dell’AUR dell’ interessante rapporto 2008.

Vi invito a leggere il rapporto così da poterne fare argomento di discussione in un prossimo incontro da definire.

Non può certo dirsi che il Ministro per la Funzione Pubblica Brunetta sia uno sprovveduto.

Il violento attacco ai “fannulloni” e alle sacche di inefficienza della p.a. costituisce, infatti, solo la “fase uno” dell’azione governativa, il modo migliore per poter intervenire con riforme sulla p.a., ancora tutte da scrivere, con il massimo del consenso popolare (“fase due”).

Tale strategia ha condotto all’approvazione in data 26/06/2008 da parte del Consiglio dei Ministri di un organico disegno di legge che attribuisce al Governo la delega in materia di produttività, valutazione e responsabilità dei dirigenti e dipendenti pubblici. Nonostante l’ingente numero di criteri direttivi contenuti nel d.d.l. delega, l’impressione che rimane dopo averli letti è che il Governo si sia voluto riservare una “delega in bianco” su numerosi e centrali temi, delega da esercitare sull’onda della popolarità degli annunci evocati nella prima fase.

Tale modus operandi costituisce di per sé un metodo assai criticabile: per tale via, infatti, il Parlamento (già ampiamente asservito alle istanze dell’attuale Governo, visto che i parlamentari della maggioranza sono stati tutti candidati dopo un’attenta selezione della loro “affidabilità” rispetto al leader), oltre ad essere sottoposto al rischio/ricatto dell’impopolarità, viene svuotato delle funzioni costituzionali di indirizzo e direzione che gli competono, essendo chiamato invece ad autorizzare “al buio” un’operazione governativa dai contenuti incerti.

La stessa “direzione” della politica governativa in materia è a tutt’oggi non verificabile, essendo necessario attendere l’approvazione parlamentare della delega e l’esercizio della stessa, con l’emanazione dei relativi decreti legislativi.

Non manca, tuttavia, chi si è già cimentato in una lettura critica dell’operato del Ministro Brunetta: a tale riguardo, si consiglia la lettura della nota di Alessandro Natalini (docente di scienza dell’amministrazione presso l’Università della Tuscia-Viterbo) pubblicata al sito http://www.astrid-online.it..

Ma cosa accade al di fuori dei dibattiti accademici, ed in particolare qual è la posizione dell’opposizione parlamentare in materia?

Senza la risonanza delle “grida brunettiane”, e proprio negli stessi giorni in cui il Ministro lanciava la sua “fase uno”, il Gruppo Parlamentare del Partito Democratico (primo firmatario Sen. Ichino), riprendendo ed affinando un analogo d.d.l. presentato dal Gruppo dell’Ulivo nella scorsa legislatura, ha depositato il d.d.l. A.S. n. 746 del 5/06/2008 avente ad oggetto: “Norme in materia di trasparenza e valutazione dell’efficienza e del rendimento delle strutture pubbliche e dei loro dipendenti. Delega al Governo in materia di valutazione del rendimento delle pubbliche amministrazioni e del loro personale ed in materia di responsabilità dei dipendenti pubblici”.

Si tratta di una meditata proposta di riforma organica della materia, alla quale è stato legato il tema centrale della trasparenza (pressoché assente nel sopra citato d.d.l. Brunetta-Tremonti) e che fa emergere l’“idea di p.a.” che ispira il disegno riformatore del PD.

Ben sapendo che il consenso attorno alle concrete proposte del PD si può costruire solo ripartendo dal merito delle questioni, l’auspicio è che il confronto parlamentare delle prossime settimane, lasciando alle spalle le demagogie estive ed i connessi annunci di “rivoluzione”, possa avviare una riflessione pubblica e collettiva sul merito delle singole questioni, sulle quali l’opposizione del PD dovrà essere ferma e al tempo stesso costruttiva: in gioco c’è l’efficacia ed efficienza della nostra p.a., un “bene pubblico” decisivo per la crescita e lo sviluppo del Paese, che troppo spesso viene piegato ad esigenze di parte o costretto in un angolo di autoreferenzialità, dimenticando la sua missione originaria di servizio pubblico per i cittadini e le imprese.

Avv. Enrico Menichetti

enricomeni@libero.it

Domenica 7/8/2008 – Il Ministro Renato Brunetta sceglie il quotidiano La Repubblica per aprire la fase 2 delle politiche del governo riguardanti la Pubblica Amministrazione. Per leggere il contenuto dell’articolo fare click qui.

Come preventivato nella precedente riunione comunichiamo che Mercoledi 2 luglio 2008 alle ore 18.30 presso gli stand della Festa Regionale del PD a Pian di Massiano avrà luogo un dibattito sul Piano Telematico Regionale. Saranno presenti Lamberto Bottini Assessore Regionale all’Innovazione tecnologica, Edoardo Gobbini coordinatore regionale dei forum del PD.

Il Dibattito sarà introdotto da Nicola Mariuccini e concluso da Stefano Fancelli Coordinatore della Segreteria Regionale.

Come riportato in un precedente articolo pubblicato su questo Forum, in data 28.05.2008 è stata emanata la prima bozza del Piano Industriale della P.A. a cura del Neo ministro della Funzione Pubblica Brunetta.

Il piano è già oggetto di diversi affinamenti e pertanto si prevedono prossimi aggiornamenti, tuttavia stante l’impatto generale e mediatico che il governo e il Ministro competente ha voluto generare sul tema della Pubblica Amministrazione mi sembra che si possano già trarre alcune valutazioni politiche.

Il piano è introdotto da una premessa di potente valore demagogico ed è pensato non solo per cavalcare ma certamente per stimolare l’ondata di contrarietà nei confronti del comparto pubblico.

Vedremo se la forza politica di quest’onda sarà convogliata o meno in direzione del cambiamento reale altrimenti sarà stato solo un gioco a somma zero, una semplice ricerca di visibilità nel qual caso non se ne sentirebbe certo il bisogno.

Nel merito: il documento muove da una accezione di fondo che vuole paraganota la P.A. con l’azienda privata (lo stesso titolo del documento vi fa riferimento. Riteniamo che se sul piano dell’impatto ciò possa servire sotto il profilo sostanziale ciò rappresenti uno sconto logico troppo azzardato un eccesso di facilità che in realtà non semplifica le cose.

1) La p.a. esiste soprattutto per assicurare, nel rispetto dei principi costituzionali dell’imparzialità e del buon andamento, il perseguimento dell’interesse pubblico (e non, invece, l’interesse privato che caratterizza l’attività dell’imprenditore privato). Qualora i principi liberali ritengano superare questa distinzione mettano in moto un elemento di revisione più generale del ruolo altrimenti ne prendano atto. Ritengo importante questo punto poiché ogni cura deve essere applicata conoscendo la natura del malato altrimenti o essa è vana o rischia solo di creare slogan, polveroni, stress generale senza risultati. Non crediamo che sia quello che serva al paese.

2) I paragoni vengono poi fatti in maniera evidente fra il tipo di organizzazione della P.A. e la struttura organizzativa delle piccole imprese (le più diffuse in Italia). Anche qui pur riconoscendo il valore popolare e quindi comunicativo dell’esempio non ci sembra calzante poiché il caso della P.A. è uno dei più classici esempi di strutture organizzative complesse da paragonare semmai a quelle di grandi aziende quali le Banche o grandi realtà produttive. Affermare pertanto che nel privato è presente la figura del datore di lavoro è vero soltanto per la P.M.I. mentre non lo è certo per la grande impresa. Un bancario di Unicredit risponde ad un Direttore che è un manager come un dirigente di servizio della P.A

3) La questione della mancanza del datore di lavoro va poi avanti affermando che mentre l’imprenditore rischia in proprio e se va male fallisce così non è per la P.A. Su questo punto il documento fa una brevissima e trascurata ammissione al fatto che gli Enti pubblici dissestati vengono commissiariati per legge e il Sindaco o il Presidente in casi del genere è esposto al giudizio politico pubbilco dei propri cittadini ed elletori. Nel caso del privato non sempre invece è vero si pensi a quanti grandi fallimenti che hanno coinvolto migliaglia di persone vedono ancora i responsabili non solo ingiudicati ma liberi di continuare ad operare nei vari mercati commerciali o finanziari.

4) Non si comprende poi bene cosa si voglia intendere con il “passaggio dalla cultura del procedimento a quella del provvedimento” che a prima vista sembra un ritorno indietro in termini di efficenza/efficacia e trasparenza a meno che il significato non sia quello di snellire le procedure e di concentrare l’attività sul risultato. A tale riguardo, tuttavia la correttezza e le ricadute in termini di efficienza di un provvedimento, dipendono soprattutto dalla qualità dell’istruttoria procedimentale: guai, pertanto, ad abbassare la guardia sull’attuazione della legge 241/1990”.

La parte successiva è invece piena di buone indicazione in parte già adottate dagli Enti più virtuosi e in parte già frutto di obblighi esistenti che però non sono riusciti nella fase applicativa a dare i risultati attesi. Ad esempio le riforme degli anni precedenti che hanno introdotto i vari PEG (Piano economico di gestione) non hanno avuto l’effetto di far fare alla P.A. il salto di qualità di indurla a lavorare per obiettivi e per progetti.

Non si fa accenno alla ridondanza degli enti che si occupano delle stesse funzioni e degli incomprensibili controlli incrociati fra i vari Enti che producono ritardi e veti incrociati che lasciano spesso il cittadino/utente in una intollerabile condizione di eterna “attesa di giudizio”.

La riforma endo regionale prodotta dall’Umbria su questo punto si è ad esempio adoperata, fornendo soluzioni e dimostrando impegno e volontà reali anche se con risultati ancora da conseguire.

In conclusione, stabilita l’importanza e il fondamento del ruolo della P.A. ogni riorganizzazione legislativa dovrebbe muovere da elementi veri e non demagogici realizzando risparmi, liberazione di nuove energie e una efficacia crescente di risultati.

Si ha la speranza che queste politiche siano anche dotate delle necessarie risorse per dargli le gambe altrimenti si finirebbe per tornare alla già vista fase di “Stanca” che ha connotato il governo 2001-2006 in cui si agitano i problemi e i progetti chiamando il paese a discutere lasciandolo in una eterna inutile discussione.

Il Forum Regionale del PD sull’Innovazione si è riunito Mercoledi 4 giugno.

L’incontro è stato coordinato da Nicola Mariuccini alla presenza di Edoardo Gobbini, coordinatore regionale dei Forum e della Segretaria del PD dell’Umbria Maria Pia Bruscolotti.

Un’iniziativa molto partecipata in cui gli intervenuti, nel ribadire le motivazioni dell’adesione, ne hanno definito e approfondito le aree di interesse rispetto ai tre filoni individuati nella proposta di lavoro iniziale del Forum.

Sul piano politico è stato espresso il bisogno di dare effettivo impulso alla promozione di un diverso modello di sviluppo economico.

Sotto il profilo organizzativo è emersa una necessità di parziale divisione nel lavoro di approfondimento anche se è stata fortemente condivisa l’importanza di non disperdere il valore dell’integrazione fra gli argomenti e il bisogno di un lavoro di insieme.

In particolare sui temi:

Innovazione tecnologica: aspetti infrastrutturali (cablaggio, banda larga) e aspetti legati ai servizi e ai contenuti (web tv, innovazione di processi produttivi, meccatronica ecc.) si è deciso di costruire una prima iniziativa pubblica sul Piano Telematico che è stato recentemente deliberato dalla Regione dell’Umbria e attualmente in fase di partecipazione.

Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione è stato posto all’attenzione dei partecipanti il Piano Industriale della P.A del Ministro Brunetta pubblicato il 28.5.2008 che è scaricabile anche dal sito del forum.

Su Innovazione di impresa: con specifica attenzione alle tipologie di impresa legate alla soft economy (valorizzazione del paesaggio, promozione turistica, economia della conoscenza ecc.) segnaliamo il contributo di Lanfranco Bartocci, un buon inizio per stimolare il dibattito e costruire prossime iniziative.

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